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Casa di BambolaMa Nora è andata via |
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11月25日 25 Novembre: stop alla violenza sulle donne Oggi giornata mondiale della violenza sulle donne. Per dirla con i numeri: secondo i dati dell'Istat sono quasi 7 milioni
le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o
sessuale nel corso della vita, e il fenomeno è purtroppo in crescita. La decisione di fissare il 25 novembre come data per ricordare le vittime di questa violenza risale al 1999, e corrisponde al 25 novebre 1960, quando vennero uccise le tre sorelle Mirabal, nella Repubblica Dominicana, per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Tale data è diventata così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne. Questa sera andrà in scena La Mattanza, di cui farò una recensione. Lo spettacolo comprende un brano tratto dal "Rifugio del capitano Achab", che ha per protagonista la piccola Angie. Nemmeno il sorriso di un bambino potrà cancellare l'orrore della violenza, ma almeno la fantasia, la voglia di vivere sono due strumenti fondamentali per affrontare un trauma che resterà, ma che non può distruggere la vita di una persona. 11月19日 Sogni Sogni che veleggiano su un mare silenzioso. Luna che li illumina di luce riflessa, accanto le stelle che si accendono, piano piano. Un alito di vento gonfia le piccole vele. La meta è lontana, e la stanchezza offusca la visione del tutto. Un piccolo inconveniente, stasera salta tutto, quindi mi ritiro sulla barchetta, guardando la luna, il paesaggio che nasce da una fantasia ricercata. Un momento di estraniamento, vincere la stanchezza, lo stress, il nervosismo, l'ansia del domani che sembra non esserci. E' il bisogno per sentirsi liberi dentro, sfogliando il libro del destino. 11月18日 Dejà vu Domani, giorno in cui tornerò un attimo indietro, quando tre anni fa, andavo in tv a presentare il mio primo romanzo. Mi sembra con questo evento, che si sia chiuso un cerchio, e se ne sia aperto uno nuovo, di rinnovamento, di ritrovamento di me stessa, con la voglia di tranquillità. Mi ritrovo a Telestudiomodena come nel 2006 con la forza di credere in quello che scrivo e nei miei obiettivi, di presentarmi pulita e cresciuta. Parlerò di Achab, racconto tratto da "Il rumore degli occhi" che costituisce parte di una sceneggiatura che diventerà spettacolo. Si parla di violenza sulle donne e Achab racconta dell'abuso subito da una bimba da parte del patrigno. L'orrore taciuto che si veste di rispettabilità, la fiera dell'ipocrisia che nasconde ciò che non si vuole vedere. La dimensione fiaba, unico elemento che consente alla bambina di ritrovare se stessa. La fantasia non come fuga dall'orrore, ma come elemento che consente di vita, come speranza, come qualcosa da preservare. 11月15日 Stralcio di Illusioni (titolo provvisorio) Simone attese ancora prima di accendere il veicolo, poi partì,
sgommando, mentre dallo specchietto retrovisore notò il dito medio alzato verso
di lui. Cercò di ignorarlo, ma allora ricordò che anche Elena, una volta, l’aveva
salutato in quel modo, dopo una lite che l’aveva costretto ad allontanarsi da
lei per non prenderla a schiaffi. Lei era corsa fuori, dietro il veicolo in
fuga. Da quel momento il loro rapporto aveva iniziato a incrinarsi. Da quel momento aveva rinunciato a crogiolarsi nell’illusione dell’amore possibile, malgrado Elena avesse cercato di spiegargli la situazione, di portagli giustificazioni, lui non l’aveva voluta ascoltare. Non aveva colto che una persona che non ha vissuto l’adolescenza, prima o poi la vive in altre età. Né che è un diritto delle persone sbagliare, per crescere, per non ripetere gli errori. Non ripetere gli errori. Secondo lui chi li faceva, era destinato a ripeterli. Visione fatalista, non certo scaturita da una visione progressista dell’essere umano. Intanto l’auto entrava in un parcheggio isolato. Aveva voglia di fare due passi, anche se quella sera era l’ideale per infilarsi sotto le lenzuola di flanella e dormire. Ma non gli importava. Era peggio il freddo che aveva ibernato il cuore. Da anni l’aveva chiuso in una cella frigorifera, che non riusciva più ad aprire. Senza paura di calpestare le persone, aveva proceduto con calma e determinazione, considerando le donne pensioni dove potevano alloggiare momentaneamente animali che si calmavano nell’arco di quindici minuti. Elena aveva qualcosa di più. Fin dal momento in cui l’aveva vista, scollata e affascinante nei modi al Pixys era rimasto colpito. Ma con il tempo i lati negativi avevano preso il sopravvento. E lui glieli rinfacciava. E lei gli diceva: ma perché non vedi quelli positivi? Dici che si sono e allora, perché non guardi quelli? Molto spesso ci riempiamo la testa delle parole degli altri, conosciamo le persone per il sentito dire. Ma era forse giusto? Lui non aveva voluto dare retta a lei, toccando con mano la sua bellezza interiore, che era tutto. Non l'aveva capita. E non aveva capito nemmeno Terry, la sua ex. Per questo il suo rapporto era finito nel peggiore dei modi. C'era qualcosa di sbagliato nel suo modo di agire. Aveva giudicato Elena, senza dare un fondamento ai suoi errori. Aveva ascoltata più gli altri che non constatato con le sue mani quelle che era la verità. Aveva dato più retta a un amico che alla prima occasione l'aveva tradito, piuttosto che a lei. Era stato poco obiettivo, tanto era avvelenato con le donne. Ma non si era accorto di una cosa: di avere lasciato una persona, senza neanche conoscerla. "Che idiota che sono". Se l'era detto Elena, riconoscendo i propri errori. Ora per lui era venuto il momento di riconoscere i propri errori. Tutti al Jolly! No non è il Jolly blue degli 883. E' un dancing posto a Roncoferraro, dove il gruppo di fanciulle in festa sono capitate dopo cena. Quattro risate, le foto davanti al manifesto degli Homo Sapiens, presto live nell'amena località mantovana. Poi via al Loghino, attraverso un percorso inquietante: ai lati della strada alberi scheletrici, una strada curvilinea e stretta, priva di strisce. Roba che in tempi di nebbia - che per fortuna non c'era - ci si sarebbe dovuti mettere le mani nei capelli, andando a passo d'uomo. Fortuna che siamo arrivate salve, per il karaoke. Chi l'avrebbe mai detto? Forse la fortuna è stata anche il fatto di non sentirti, fatto sta che il microfono è diventato un oggetto conteso. Per poi passare alla danze, e alla fine a cantare (emozione!!) Minuetto e Piccolo uomo, per concludere con Non sono una signora e con il De Gregori di Buonanotte Fiorellino. Ci si lascia poi con un saluto e lo sguardo sulla domenica e sulla nuova settimana, con un po' di sollievo e il fatto di avere vissuto una serata spensierata e come ora ci sia bisogno di spensieratezza (ma non leggerezza) per vivere meglio. 11月14日 La sindrome di Emma Bovary Correre via, via via. La tastiera diventa il piaforte su cui accordo una melodia vorticosa, il racconto della vita vissuta, dell'esperienza che ti trasforma... Otterrò quello che voglio, se non tradisco me stessa, e come avvenne tempo fa, quando dicevano non ce la farai, bé ora gli rido in faccia, e gli dico: "Ce la sto facendo". Non soffro della sindorme di Emma Bovary, la tragica eroina del romanzo di Flaubert, suicida per l'incapacità di riuscire a sostenere una vita immobile e mediocre. La sindrome è superata, e mi faccio una risata, a chi crede che io sia quella di prima. Voglio un modno grande intorno a me, non uno spazio ridotto da staccionate. 11月12日 La riscossaLe avvisagli si sono manifestate a inizio ottobre, ma ora posso dirlo: firma di contratto non lucroso, ma importante, spettacoli, eventi da realizzare... E via... E arrivata la mia riscossa! ed è solo l'inizio 11月11日 L'Italia delle caste La fortuna è una girandola che ruota, vorticosa. Oggi la notizia di un lavoro confermato, ieri la laconferma di una bellissima amicizia, 3 quarti d'ora al telefono, in un momento in cui è venuto a mancare un mio caro. Qualche alto e basso, gli sfoghi di chi non vede prospettive professionali. Curriculum che invii senza esiti, mentre ci sono alcuni privilegiati, i figli della nostre caste italiane, che bloccano la mobilità sociale, che vanno avanti grazie agli spintoni e al cognome della famiglia. Oggi, manifestazione Fiom. Domani... mah Maniche rimboccate che si disfano, e piano piano scontiamo i prodotti del blocco sociale, che difficilmente consente a chi nasce in un certo ruolo di ascendere (poche eccezioni, scoprendo però, che si ha sempre un mecenate), mentre la società inculca modelli di benessere che non sempre sono accessibili, men che meno ai precari senza futuro. Ragazzine che si prostituiscono per l'I-pod, e non solo... Che le caste continuino a stare arroccate sui loro privilegi, poi non facciano farsi moralismi ed evitino di utilizzare l'iper inflazionato termine bamboccione. Sì applicato a ragazzi che lavorano magari 10-12 ore al giorno, a volte nel week-end per 900 euro (con contratti di collaborazione, quindi senza ferie pagate, tredicesime)... Evitiamo poi di parlare di escort, trans... forse sarebbe meglio parlare di altro e fare progetti che guardino al futuro...per impedire che le ragazzine se ne vadano sul marciapiede o ragazzotti spaccino droga per arrotondare anche il misero stipendio... 11月7日 Una divina commediaPer me si va
nella città dolente/ per me si va nell'etterno dolore/per me si va tra
la perduta gente./Giustizia mosse il mio alto fattore/fecemi la divina
podestate/la somma sapienza e 'l primo amore/ Dinanzi a me non fuor le
cose create/ se non etterne, e io etterno duro/Lasciate ogni speranza o
voi che entrate (Dante, Inferno III) |
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