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November 07 Per me si va
nella città dolente/ per me si va nell'etterno dolore/per me si va tra
la perduta gente./Giustizia mosse il mio alto fattore/fecemi la divina
podestate/la somma sapienza e 'l primo amore/ Dinanzi a me non fuor le
cose create/ se non etterne, e io etterno duro/Lasciate ogni speranza o
voi che entrate (Dante, Inferno III) Riprendere lo studio di Dante, conoscerle una delle più grandi opere di tutti i tempi è un dovere e sta diventando un piacere. Ma ora un'uscita con le streghette... buone!!
November 04 Un giorno di corsa, qualche piccolo problema sul lavoro, un po' di stanchezza... Termino ora, e sola nella mia stanza, cancellate da tempo (tanto tempo!!) presenze maschili di qualsivoglia natura ( a parte il gatto :D), sola procedo sul mio cammino. Stacco tutto, un'altra sera serenamente da sola, pronta ad affondare in una lettura, lascio scorrere tutto: stress, casini, piccole ansie.... Pensando a Fantasia...e alla verità del suo testo...
Fantasia
One day when love conquers all
Mankind will prevail
No more jealousy
Fantasia
No more envy no deceit
The nothing is gone
Future's bright and glorious
We are all victorious
We are kings in Fantasia (Stratovarius)
November 02 Due giorni per riposare, per fare qualche acquisto con mamma e papà, con brontolamenti annessi. Una domenica passata in giro per bancarelle, a curiosare tra le novità, ad assistere alla presentazione del libro di un collega in gambissima, "La falce e il moschetto", frutto di una ricerca accurata. Ma soprattutto, è stata l'ennesima constatazione delle difficoltà e delle crisi che stanno interessando tante persone che conosco. Crisi negative, ma anche positive, confidenze raccolte in cui mi sono sentita completamente coinvolta. Consigli che si danno, non con la presunzione di avere per forza ragione, ma nella speranza di potere aiutare chi ha vissuto una situazione similare, facendo tesoro delle esperienze passate. Come ho detto un'altra volta, non avrei dovuto fare certe cose e le scuse non contano. Però da questo passato ho ricavato tanto e mi serve per dire: non farò più così. Bello poter sentire la fiducia, la stima di chi ti vuole bene e di chi ti cerca perché sa di potersi fidare. Ma ancora meglio vedere come si riesce a contare su se stessi. E poi tornare a scrivere, scrivere, scrivere, ricordando la scomparsa di Alda Merini, la poetessa dei navigli, dieci in anni in manicomio, tre figlie... una produzione poetica a fiume, sensuale, erotica... Anche oggetto di sfruttamento mediatico, causa il suo personaggio, persona non sempre rispettata. Ma era Alda...
October 29 E' stato il momento di massimo sconforto, per un'amica, sprofondata nel pessimismo più nichilistico. A un certo punto le ho detto: questa cavolo di vita, ci ha dato i cartoni animati! Qualcosa che sconfina, ometti e donnine, fatine, puffini che hanno tappezzato la nostra infanzia, forse hanno anche contribuito a ovattarla tanto che, quando ci siamo accorti che la vita non è come quella rappresentata dai cartoons, anime in primis, ma è un po' più complicata. E per scoprire che non si è come l'eroina in cui ci si è sempre immedesimate, brava, carina, coraggiosa, giusta, tenera, romantica, intelligente, simpatica... praticamente perfetta... Eppure c'è... Ranma, Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo, Sailor Moon, Magica Emy, Creamy, Evelyn, I puffi, Voltron, Starzinger, Stilly e lo specchio magico, I Transformer, Mimì, Mila e Shiro (quante volte, da piccole provavamo a stare in aria due ore, per poi scoprire che esiste la forza di gravità, che Mila vinceva?) Lady Lovely, My little pony, I cavalieri dello zodiaco, Holly e Benji, Simba, Sirenetta, Gli snorkies (versione acquatica dei puffi), Candy Candy, Georgie, Pollon, Tommy la stella dei Giants... E tanti altri.. Ci estraniano, ma sono anche espressione della creatività e e qualcosa di bello fatto dagli esseri umani. Business o no.
October 28 C'è un sole splendente fuori, anche se intorno le difficoltà affiorano come relitti rimasti troppo tempo sott'acqua. Però non ci si ferma e dopo una discussione accesa, è tornata la tranquillità, rara cosa per me. C'è solo un po' di tensione per la vita di corsa, le attese, le telefonate. Qualche momento di scoraggiamento, naturale per chi non ha ammortamenti sociali. Ma poi si riprende il testimone e si corre, cercando di ragiungre la meta lontana... Con animo più sereno, dopo aver trovato l'equilibrio, grazie alla follia della creatività da troppo tempo imbavagliata. Finalmente
October 24 Non riesco a comprendere il male che impermea la nostra società. Un numero sempre più alto di ragazzi, prevalentemente precari, stanno vivendo un martirio psicologico. La flessibilità diventa una condizione impossibile in un'Italia in cui il precario è visto come un fannullone, mentre all'estero la flessibilità è la prassi, per cui una persona si sa adattare. Un disagio psicologico evidente, che crea situazioni a catena, ragazzi che non possono farsi una famiglia, che non possono avere un mutuo. C'è una contraddizione insita nella nostra società, che vuole la flessibilità per abbattere costi di lavoro, ma non ha mentalità per farla propria, vista "la cultura de posto fisso". A questo si aggiunge un sistema gerontocratico, l'impossibilità di un giovani a farsi strada, gente che si tiene la poltrona evitando ricambi generazionali, dunque lo sblocco dei posti di lavoro. Come riusciremo noi ragazzi a saltarci fuori? Come possiamo farci una famiglia, se non si vive, ma si sopravvive? Per non parlare di: sfruttamento anche quando sai che la persona ha già una sua professionalità, di immobilità, a fronte degli sbandieramenti legati allo slogan ipocritamente sbandierato "largo ai giovani". Nessuna prospettiva per il futuro, e poi si stupiscono se sembriamo del bambinoni... se non cresciamo mai. Certo andiamo fuori casa, facciamo un figlio, mettici anche due stipendi che arrivano a 1500 euro, senza tredicesime: affitto 500 euro, bollette, cose per i bimbi, autovettura, cibo. Prima di parlare, si prenda una calcolatrice e poi si comincia a fare i conti in tasca... E' vero in Italia biosgnerebbe studiare meglio la matematica...oltre che la Costituzione.
October 23 Tra le disavventure di Amèlie e quelle della giornalista alle prese con i mumblar -ma piano piano sto entrando nell'ottica, e anzi, penso che i ragazzi mi aiuteranno e cesellare lo stile letterario - hanno avuto un'improvviso scontro-incontro alle Licia e Mirko: un raggio di luce, che forse per errore ha illuminato l'esistenza, riempiendola di speranze... un week-end a caccia di cultura. Finalmente qualcosa che avrei voluto fare. Tolti e catenacci e i condizionamenti, gettato il diserbante sul cuore, per evitare di far crescere erbacce, ho avuto questa occasione fortunata. Un po' di sole, ma fuori c'è freddo... estate, ritorna presto...
October 21 Devo tacere quello che ho dentro per non mettere in imbarazzo nessuno. L'amicizia che credeva nella lealtà, è stata tradita e i mangoni si ingoiano, ma non mi sento la seconda arrivata. Ho scritto ancora, scrivo sul romanzo, ho inziato a rispolverare le lingue, il tedesco, sto valutando dei lavori, vorrei cominciare il corso di cinese,c he dovrò rimandare. Mi sento un po' come Amèlie in Stupore e tremori, romanzo sul mobbing, meraviglioso. Questa autrice mi ha conquistata. con la sua vita eccentica, e mi identifico in lei. Mi identifico anche nelle poesie della defunta Marylin, donna bellissima e infelice...Ora con i leggins, i capelli spettinati, gli orecchini le collanone, mi sento un po' zingara... Non compiango la solitudine, ma la slealtà dell'amicizia e passi se è impossibile il gradino in più... Fortuna che ho la mia ironia, la follia da cui mi tiro fuori, che conosco e che so gestire. Il dna non si cambia, lo si gestisce. In compenso le mie battute sono ormai storiche...
Meglio soli che male accompagnati. Il proverbio parla bene: piuttosto che vivere nell'ipocrisia e nella conoscenza di cose che ti disgustano, di gente che appena volti le spalle, te lo mettono in quel posto. Non ci sto. Uscire per essere acocmpagnati dall'ignoranza che si veste di scienza, no. Quando poi basta aprire un giornale per dimostrare che non è vero. Poi però la solitudine si riempie di presenze. Siamo tutti soli in fondo. Ed è tutto un incontro di solitudini...
La gente è triste, si porta dentro qualcosa, un peso di cui non sa liberarsi. C'è solo disagio, e a questo punto, mi chiedo: a quando la follia collettiva?
October 17 Un sabato a letto... il freddo mi ha messo ko, così mi metterò sotto al piumone a riposo totale. A meditare, stanca di continui colpi di scena, con voglia di tranquillità, a cercare di far mettere il morso a chi ragiona troppo di cuore. Ma poi le conseguenze delle azioni non pensate si pagano, ma lo si capisce solo quando ci sbatti la testa. E sinceramente l'ho sbattuta troppo. Un po' di sana meditazione e mettiamo ordine a quello che era già in ordine.
October 16 Una carambola di telefonate per risalire a numeri, e-mail che non arrivano, l'odore della tipografia che mi fa girare la testa, via via, la caccia continua, notizie che arrivano e si bruciano nell'arco di 24 ore, in attesa del ricambio... Si scrive, scrive, scrive, si raccolgono frutti maturi, il look ritratto in una foto simil-Arisa in una serata in cui l'unica cosa buffa, occhialoni a parte, è ballare con il simpaticone con lo smalto rosa e fare la dj per la pausa decompressiva. Mumble, primo numero, è pronto, il 25 ottobre è vicino, La Confraternita è in stand-by, tutto è in stand-bye. Un'attesa, si fa il possibile, si vive, si sopravvive, ci si rimbocca le maniche per emergere. Non si come andrà, ma si cerca di fare andare... Lontano, conoscendo finalmente il bene, i rapporti veri, lunghe chiacchierate con la mano nella mano, ma null'altro.... Sentendo che ci sono persone che vogliono anche solo quello: la parola, vera profonda, e la considerazione di una persona vera, che ha da dire qualcosa, giusta o sbagliata che sia, da rispettare. Sto ideando il mio tatuaggio, un lungo ghirigori, una farfalla, la B... e vedremo...
October 14 Non guardo più indietro, guardo solo a quello che c'è dentro. Rimpianti ne ho, perché avrei potuto non fare diverse cose. Ma forse, se non fossi passata attraverso certe situazioni, non sarei arrivata a questo punto. Ho fatto errori, e gli stessi errori che mi sono stati recriminati e che ho ammesso, sono stati fatti in maniera amplificata. Così posso dire: sì ho sbagliato, ma non mi porto più appresso il fantasma del "se avessi". E' successo, punto. E chi ha recriminato, accusato, è caduto, forse facendo cose peggiori, accusando di immaturità senza guardare a sé. E' sempre più facile accusare gli altri, per non vedere dentro di sé il negativo e sentirsi infallibile. Per non chiedere scusa. Io non cerco scuse. Ma l'ipocrisia è uno sport nazionale, che ho nuovamente conosciuto. Giovani coppie che si riempiono di corna. Persone accompagnate per non stare sole. Bé, il rispetto è una parola ormai insipida, e tutti la sbandiernano. Per mio conto, certe situazioni problematiche, fatta cernita e razionalizzato tutto, sono state rielaborate. Non è più la vita da precaria, che si è ormai assestata a livelli di molto migliori dal punto di vista economico, a farmi paura. Non sono più i giudizi di persone, laureate o non, che mi interessano. Solitamente esprimono giudizi (per condannare) le persone che non hanno gli strumenti intellettuali. Non mi fa paura una minaccia. Ho le mie paure, e ho anche la nausea per molte cose. Ma nella timidezza, nel mio carattere gentile per natura, ora un po' maschiaccio e nel mio essere tornata un po' secchiona, non scorgo più motivi di insicurezza. C'è solo un po' di malessere per i dolori che a volte vengono, ma si superano, grazie al supporto di un bravo medico. E per inciso: non c'è bisogno di andare in una clinica privata di super lusso per trovare bravi medici. Ci sono anche quelli preparati nelle strutture pubbliche. E per il resto, non mi definisco disperata. Faccio quello che mi piace, ho degli amici... non sento il vuoto di chi è completamente solo. Nelle difficoltà sono soddisfatta, nelle mie stranezze "artistiche" (velleità?), non posso che essere anche malinconica. ma disperata no. Sono più disperate le persone che nella vita si accontentano, ma che poi non si sentono riconosciute. Ma io ho avuto la fortuna di fare quello che mi piace. Ho imparato ad apprezzarla da poco tempo, ma continuerò ad apprezzarlo sempre di più, anche se è faticoso. Ma con i sacrifici e visto la stima espressa da diverse persone ho la forza di andare avanti, anche con positività. Anche se vedere l'ambiente di lavoro in cui mi sono formata, perdere persone, è un po' triste...
October 11 Da mesi la solitudine è diventata l'abitudine, forse una tranquilla abitudine, la capacità di convivere con se stessi, sopportando certi silenzi, oppure il clamore delle parole che hai dentro. Più tranquilla. L'ansia è rivolta alle nuove imprese, incognite che non so dove mi porteranno. Rischi che tuttavia vale la pena correre. E questa volta anche con chi è "alleato". E amico.
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